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DIETA VEGANA NEL PANIERE ISTAT

La dieta vegana? Una come tante, e frequentata da sempre più italiani, visto che i prodotti per vegani sono stati inseriti, da quest’anno, nel “paniere Istat”. Una decisione che ha destato scalpore, con il consueto tam tam alimentato dalla rete dove le parole spesso volano in libertà.

E infatti un esperto del ramo sensibile alle novità qual è il critico enogastronomico Paolo Massobrio, si dice preoccupato innanzitutto dall’effetto mediatico che ha accompagnato questa notizia, facendo diventare la scelta vegana qualcosa di normale “come prendere un caffè”. Ricordando che, secondo l’Eurispes, nel 2016 i i vegani sono cresciuti dall’1 al 3% (mentre i vegetariani scendono dal 7 al 4,6%), Massobrio affida alla sua circolare del Club di Papillon una acuta riflessione.

“In ogni caso – scrive il critico autore di celebri guide - sono numeri ridotti se rapportati al totale della popolazione… Tuttavia qual è il pericolo delle notizie che si sono rincorse nelle ultime settimane? Appunto la presa d'atto che la dieta vegana rimane alla mercé di un fai-da-te, come se non avesse implicazione. E mentre si continua a citare casi di bambini con alcune carenze, la verità è che alla base la classe medica sembra essere presa in contropiede. Si legge tutto e il contrario di tutto: dal "non si può fare" al “si può fare": ma con quali accorgimenti?”.

Nutrirsi, insomma, non è una filosofia, o un’ideologia. La scienza dell’alimentazione ha fatto passi da gigante e lo dimostra ogni giorno. Chi decide di scegliere la dieta vegetariana o vegana, deve poter contare sul massimo di informazione e nessuno meglio del medico può dargliela.

“Eppure - conclude Massobrio - non si legge nulla in tal senso o forse ci è sfuggito in una società che affronta sempre soltanto l'emergenza, ma non si cura della prevenzione”. 

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