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SKIN, la

CUNEO. Negli ultimi anni in Inghilterra e non solo, in fatto di confezionamento alimentare, si è registrato un aumento significativo del numero di applicazioni Skin nei supermercati. I consumatori inglesi hanno dimostrato di apprezzare questo tipo di packaging in atmosfera protettiva, senza utilizzo di gas e di aria. Anche nei Paesi Bassi la maggior parte dei fornitori di materiali per il confezionamento alimentare si sta orientando verso questo tipo di soluzione, progettando accessori specifici come vassoi di vario genere adatti allo scopo. In Italia il discorso è ancora in fase di sviuluppo.

In un'intervista a Eurocarni, Giuliano Marchesin - direttore del Consorzio Italia Zootecnica e Unicarve - conferma la validità del sistema. "A mio giudizio lo Skin è destinato a sostituire l'ormai canonica atmosfera protettiva ATM. Il sottovuoto spinto con la pellicola permette di conservare la carne in frigo fino a quasi 30 giorni. Bisogna sviluppare il progetto - osserva Marchesin - tenendo conto dell'aspetto economico, perché questo tipo di  confezionamento comporta attrezzature costose e richiede un'elevata capacità di informazione al consumatore".

Ne parla Bartolomeo Bovetti, direttore della cooperativa di produttori Compral, che lavora la carne dei bovini di razza Piemontese nel proprio laboratorio al Miac di Cuneo. Compral è stata fra le prime realtà a studiare modalità innovative di confezionamento "personalizzato" per il consumatore, nello spaccio del laboratorio, nei punti vendita convenzionati e nell'area delivery dei locali firmati Fassoneria.  “Lo Skin - nota il dottor Bovetti - rappresenta un vero e proprio trend nel settore packaging e specialmente l’industria della carne fresca si sta concentrando su questo tipo di soluzione. Il suo più grande vantaggio è che i prodotti, confezionati senza utilizzo di gas o aria, in questo modo durano molto di più sugli scaffali rispetto a quelli trattati con le tradizionali tecnologie di packaging in atmosfera protettiva".

Infatti nel confezionamento Skin la pellicola viene fatta aderire attorno al prodotto tramite tecnologia sottovuoto e successivamente sigillata al supporto inferiore al fine di assicurare la chiusura ermetica della confezione. La pellicola diventa così come una seconda pelle (“skin”) per il prodotto che presenta una porzionatura interamente visibile ed apprezzabile dal consumatore. Inoltre, nel caso della carne rossa fresca, questo tipo di confezione avvia un addizionale processo di maturazione della carne che risulta di grande beneficio per la qualità del prodotto.

"Gli aspetti positivi dello Skin - osserva il direttore Compral - vanno però spiegati bene al consumatore. L'acquirente oggi è abituato a comprare la carne di un colore rosso acceso. Con il confezionamento Skin la carne si scurisce leggermente, un dettaglio solo cromatico perché il prodotto non perde nulla in quanto a sapore e consistenza. Ma sappiamo che il pubblico è sensibile a ogni cambiamento e un'informazione sui vantaggi dello Skin richiederà tempi lunghi. Confidiamo nell'aiuto degli chef, che apprezzano una maggiore frollatura della carne, per avviare una comunicazione capace di orientare l'opinione pubblica".

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