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Diete vegane, carenza di colina: un problema per il cervello

Che le diete vegane siano carenti di sostanze nutritive importanti è noto da tempo. Ora anche un altro nutriente, finora trascurato, risulta insufficiente in una dieta a base vegetale: la colina, fondamentale per la salute del cervello, in particolare durante lo sviluppo fetale, e necessario anche per una corretta funzionalità epatica.

Allontanarsi da diete comprendenti prodotti animali potrebbe avere “conseguenze indesiderate” per l’inadeguato apporto di colina, secondo un articolo scientifico della prestigiosa rivista medica online BMJ Nutrition, Prevention & Health. “Potremmo trascurare una potenziale crisi della colina nel Regno Unito?”, è il titolo dello studio che prospetta uno scenario preoccupante, dato che questo nutriente si trova principalmente negli alimenti animali e vista la crescente popolarità delle diete vegetali e vegane nel Paese.

La colina, fondamentale per la salute del cervello, non è fornita in quantità sufficienti dalle diete veg.

L’autrice del lavoro, la Dottoressa Emma Derbyshire di Nutritional Insight, una società di consulenza sanitaria specializzata in scienze nutrizionali e biomediche a Londra, parla chiaro: “Dati gli importanti ruoli fisiologici della colina e i comprovati effetti benefici sulla salute, è discutibile il motivo per cui la colina sia stata trascurata per così tanto tempo nel Regno Unito. La colina infatti risulta attualmente esclusa dal database di composizione degli alimenti nel Regno Unito, dai principali sondaggi nutrizionali e dalle linee guida dietetiche ufficiali”.

Secondo Derbyshire, il governo non è riuscito a raccomandare o monitorare i livelli di questo nutriente, come invece hanno già fatto l’Istituto di Medicina degli Stati Uniti (IOM) e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), riconoscendo che la colina svolge un ruolo importante nel corpo umano e stabilendo valori dietetici di riferimento: “Bisogna fare di più per educare gli operatori sanitari e i consumatori sull’importanza di una dieta ricca di colina, prendendo in considerazione strategie di integrazione, in particolare durante la gravidanza, quando l’assunzione di colina è fondamentale per un sano sviluppo del cervello del bambino”, spiega la dottoressa, precisando: “E’ essenziale che non continui a essere trascurata nel Regno Unito, e questo ora è importante più che mai, dato che le tendenze alimentari sono orientate verso diete a base vegetale e vegane, che potrebbero avere ulteriori conseguenze negative su un’adeguata assunzione di colina“.

Bisogna fare di più per educare gli operatori sanitari e i consumatori sull'importanza di una dieta ricca di colina, prendendo in considerazione strategie di integrazione.

Nell’articolo sono evidenziate le fonti primarie di colina e in particolare spicca la carne di manzo, ma anche uova, latticini, pesce e pollo, tutti alimenti animali. Quantità esigue e non sufficienti si trovano invece nei vegetali come noci, fagioli e verdure crocifere come i broccoli. La colina viene prodotta anche dal fegato, ma la quantità non basta per soddisfare le esigenze del corpo umano, per cui diventa un nutriente “essenziale”, che deve essere ottenuto necessariamente dagli alimenti che la contengono.

Ricerche di mercato mostrano che si sta mangiando meno carne che mai, col 21% delle famiglie del Regno Unito che ne ha ridotto l’assunzione negli ultimi due anni e con circa il 7% della popolazione britannica che si dichiara vegana. Poiché questo tipo dieta è cresciuta in popolarità, sempre più madri la scelgono anche per il loro bambino e questo è allarmante, visto che l’alimentazione vegetale è nota per essere povera di nutrienti chiave per i bambini, come la vitamina B12, ferro, calcio e zinco.

Le fonti primarie di colina sono carne di manzo, uova, latticini, pesce e pollo, tutti alimenti animali.

Come hanno scritto i ricercatori sulla rivista scientifica Pediatrics o gli esperti dello University College di Londra, la carenza di B12 nei bambini porta ritardo dello sviluppo nei neonati, malnutrizione e “danno irreversibile” al loro sistema nervoso, come anche la carenza di ferro, che impedisce ai bambini di crescere, causando anemia, che può essere pericolosa per la vita nei casi più gravi. Anche la carenza di proteine provoca crescita stentata e l’eccesso di fibre, che si aggiunge come complice, fa sentire i bambini subito sazi impedendo loro di mangiare a sufficienza. Ragion per cui diversi esperti sono concordi nel definire la dieta vegana “meno che ideale” per i bambini.

L’alimentazione vegetale è nota per essere povera di nutrienti chiave per i bambini, come la vitamina B12, ferro, calcio e zinco.

Ma c’è di più: “Con la moda vegan siamo a rischio di abbattere il potere del cervello, abbassando il livello del Quoziente Intellettivo delle generazioni future”, avvisa con seria preoccupazione la nutrizionista. “Sempre più persone stanno abbandonando carne e uova, ma questo potrebbe lasciare molte donne in età fertile carenti di questo nutriente chiave”.

Ecco perché l’American Academy of Paediatrics già dal 2018 ha invitato i pediatri a non limitarsi semplicemente al raccomandare una “buona dieta”, ma ad assicurarsi che le donne in gravidanza e i bambini piccoli abbiano accesso a cibo ad alto valore nutrizionale che fornisca adeguate quantità di nutrienti per la “costruzione del cervello”, e la colina è presente in elenco come uno di questi.

Con la moda vegan siamo a rischio di abbattere il potere del cervello, abbassando il livello del Quoziente Intellettivo delle generazioni future.

Articolo tratto da carnisostenibili.it

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